
L’ultimo film di Tim Burton parla di un barbiere che ammazza i propri clienti. Detta così non sembra una grande manovra di marketing, ma se considerate che la carne dei clienti morti viene venduta al ristorante affiliato, ecco che il film prende quella piega geniale che caratterizza le opere del regista.
Ma come l’hanno presa i barbieri?
- Si, in effetti c’è stato un calo di clienti da quando il film è stato proiettato per la prima volta.
- Quindi i clienti entrano qui e hanno paura di essere sgozzati?
- Si, forse si… è un paio di settimane che, quando gli chiedo se vogliono essere rasati, cominciano a sudare freddo e se ne vanno.
- E capita anche ai suoi colleghi?
- Certo, l’intero settore è in crisi per colpa di Tim Burton
- Addirittura?
- Ma c’è di peggio, la gente comincia ad avere paura di noi e non si fida neanche più di farsi tagliare i capelli, ormai girano con questi parrucconi inguardabili, neanche fossimo negli anni ’80.
- Potreste unirvi e fare causa a chi ha permesso che il film fosse prodotto.
- Ci stavamo pensando: fino ad ora abbiamo già raccolto 15.000 sottoscrizioni, eppure la causa contro le major americane sarà durissima.
- Io spero che vi sia riconosciuto un risarcimento, anche se i soldi per una cosa del genere non bastano.
- Certo, servirebbe almeno un altro film per riabilitare la nostra professione. Magari un blockbuster con un barbiere buono, non so, magari con qualche potere magico che gli permette di camminare fra le stelle e questo barbiere buono poi vince la lotteria e un bel giorno incontra suo padre che non aveva più visto dalla nascita…
- …
- Si, forse mi sono un po’ lasciato trascinare dalla fantasia.
- Beh, si… forse basterebbe far capire come la storia di Sweeney Todd sia una vicenda di fantasia e debba essere presa come tale.
- Certo, non ci sono mica tanti barbieri che collaborano con i negozi di alimentari.
- In che senso, scusi?
- Forse mi sono espresso male. Volevo dire che i barbieri molto raramente sono animati da un impulso di vendetta.
- No, mi scusi, ma vorrei capire in che modo i barbieri di cui parla “collaborerebbero” col settore alimentare.
- No..io.. no, non lo so. Penso solo che ci sono dei barbieri che hanno come vicino di bottega un macellaio, un supermercato e, come è logico che sia, ci si aiuta l’un l’altro.
- Lei mi sta dicendo che le è capitato di vendere la carne dei suoi clienti dopo che li aveva uccisi per rifornire un negozio di alimentari nei dintorni?
- No, no, cosa dice? Come può pensare una cosa del genere? E poi, non vede, nei dintorni non c’è alcuna salumeria. Semmai c’è un negozio di saponi. Per cui nell’ipotesi di cui sopra io non avrei procurato carne quanto più che altro grasso e altre sostanze che..
- MI PUO’DIRE CHE NON L’HA MAI FATTO, PER FAVORE?
- Eeeeh… si calmi… ma non sia così nervoso, io non voglio fare l’avvocato del diavolo però è anche normale che un barbiere faccia qualche sbaglio quando è giovane, o che gli venga un colpo di sonno e tagli quello che non deve tagliare…
- Bene, io me ne vado, non voglio essere coinvolto oltre…
- Ma, si fermi, non le ho fatto neanche la barba…
- No no no non voglio saperne nulla, addio.
D’ora in poi porterò i capelli lunghi, quant’è vero Iddio.